LG blog

L'isola che c'è, making of

Quanto io abbia amato e odiato questo progetto è difficile spiegarlo.
Credo che da quello sforzo ciclopico del 2022 siano nate tutte quelle idee a cui sono ancora così affezionata e che poi, come semini, hanno germogliato successivamente.
Paolo Mai ha questa incredibile capacità di tracciare una rotta, un’orizzonte utopico e, poi, con una forza che raramente ho visto in altri, accendere le anime per allinearsi a quella bussola..
Paolo ha un sogno grande che chiama la rivoluzione gentile della pedagogia e l’Accademia della Pedagogia Viva è il cuore di questo sogno.
Quando mi chiese di inventarmi qualcosa per presentarla venne fuori questo progetto che vivo ancora con grande coinvolgimento.
In primis me la descrisse come un luogo fisico.
Nonostante si tratti di una piattaforma di corsi online, Paolo la vedeva nella sua mente come un luogo reale, un’isola in cui le persone iscritte avrebbero potuto incontrare saperi finora inaccessibili in Italia.
Fu per questo, credo, che pensai di costruirla invece che disegnarla.

La immaginammo come un’isola del sapere, forse ispirandoci alla culla della cultura classica nella penisola Greca.
Senza troppa originalità il viaggio in mare mi sembrò una metafora potente per questi due personaggi: Testa Chiusa e Aperta Mente.
L’incipit fu dunque un dialogo fra loro di fronte all’orizzonte del Mare del Possibile.

“Nel mare del Possibile, Testa Chiusa e Aperta Mente, si parlano. Guardando l’orizzonte.”

L’idea di usare 2 tipi di spilli, con la testa aperta e chiusa, venne per necessità di trovare dei personaggi adatti ad un paesaggio che non poteva esser più grande del mio tavolo.

L’intero lavoro ha ruotato intorno al tentativo di costruire con pochi mezzi l’atmosfera più evocativa possibile. Cercando, attraverso l’uso di materiali sovrapposti, di richiamare alla mente luci e paesaggi per restituire, almeno in parte, quella visione di sogno raggiungibile che Paolo mi aveva trasmesso con tanta passione.